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Piccolo comune della bassa valle di Susa, posto alla sinistra della Dora Riparia.
Il borgo, addossato al versante settentrionale della valle, deve il suo nome al santo patrono ed è citato per la prima volta in un documento del 1065 tra i beni posti sotto la dipendenza della prevostura di Oulx.
Come altre terre della media valle di Susa, San Didero fu signoria dei Bertrandi, poi dei Roero e quindi dei Grosso.
Dell'epoca medievale è giunta fino ai giorni nostri
la casaforte,
struttura fortificata che si eleva al centro del borgo e che fu dei signori del luogo.
Il cuore della casaforte è un massiccio torrione quadrato, circondato da un alto muro merlato che costeggia la suggestiva strada principale, ancora lastricata in pietra, che attraversa il centro del borgo (oggi via Abegg).
Sulla via si apre un portone attraverso il quale si accede nel cortile dell'edificio, da dove è possibile vedere la "lobia" (ballatoio in legno) che permette l'accesso alla torre e alcuni tratti superstiti dei cammini di ronda sul muro di cinta.
La parrocchia di San Desiderio sorge isolata su un poggio poco a monte del paese; l'attuale edificio risale al XVIII secolo, quando venne innalzato sulle rovine della chiesa precedente.
Al suo interno è da segnalare un pregevole pavimento a mosaico.
Alcuni sentieri che si inerpicano a mezza costa, attraversando boschi di roverella, consentono ampie vedute panoramiche sulla valle e sul territorio comunale di San Didero.
Ancor oggi l'aspetto di San Didero è quello di un tranquillo borgo agricolo.
Le principali coltivazioni sono, nella piana del fondovalle, i cereali e, sulle pendici della montagna, la vite, particolarmente favorita quest'ultima dall'esposizione a mezzogiorno.
Tutti gli anni, alla fine di settembre, ha luogo la tradizionale Sagra dell'uva.
Denominazione abitanti: Sandideresi
Festa Patronale: San Desiderio
Frazioni e località:Volpi, Leitera